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EDITORIALE: Vincere, e basta. Ma non può bastare

di Christian Colombo

Alla vigilia c’era un solo risultato possibile: vincere. E il Monza, alla fine, ha fatto il suo dovere. Mister Bianco è stato di parola e ha portato a casa il bottino pieno, regalando ai biancorossi la prima vittoria del 2026. Il tabellino recita un netto 3-0 contro il Pescara ultimo in classifica, ma il risultato rischia di essere più generoso della prestazione. Il Monza scende in campo con un centrocampo inedito e teoricamente il più forte della Serie B: Hernani, Pessina e Obiang. Sulla carta qualità ed esperienza, sul campo però poche emozioni, scarsa intesa e tanta incertezza. Una gara che sembra rispecchiare perfettamente le condizioni dello U-Power Stadium: grigia e fredda, come il pomeriggio brianzolo. A togliere il Monza dall’impasse ci pensa ancora una volta l’uomo più decisivo del momento: Hernani. Personalità, leadership e un impatto devastante. Tre gol in due partite per il centrocampista, autentico faro di una squadra che fatica a creare gioco. Il nuovo acquisto di gennaio si carica il peso della squadra sulle spalle e con una doppietta indirizza una partita che, fino a quel momento, raccontava ben poco. Il Pescara, scoperto nel tentativo di rientrare in partita, concede spazio e viene punito da Azzi, bravo a chiudere i conti con un elegante pallonetto che spegne ogni velleità abruzzese. Vittoria sì, dunque. Ma questo Monza vince e convince? La risposta arriva direttamente dall’allenatore biancorosso. Bianco, nel post partita, è lucido e onesto: “Forse una delle partite peggiori del Monza fino ad oggi”. Parole che pesano, ma che raccontano bene la realtà. In una settimana complicata e con tante assenze, l’obiettivo era portare a casa i tre punti. Missione compiuta. Anche perché davanti Frosinone e Venezia continuano a correre e il Monza non può permettersi passi falsi. Eppure serve di più. Molto di più. L’attacco resta ancora troppo sterile: a segnare sono sempre i giocatori degli altri reparti. Servono l’imprevedibilità di Mota, la fantasia di Keita, il fisico di Petagna, i guizzi di Álvarez, oltre alla qualità di Colpani e all’esperienza del nuovo innesto Caso. Le note liete arrivano dalla difesa. Nonostante la perdita pesante di Izzo, il reparto ha mostrato solidità e personalità, valorizzando elementi come Lucchesi, Ravanelli e Carboni, sempre più leader. Ora inizia un periodo chiave della stagione. Il Monza affronterà squadre inferiori sulla carta, partite che devono diventare un trampolino di lancio. Perché l’obiettivo è chiaro, dichiarato, obbligato: la Serie A e la promozione diretta. Vincere è fondamentale. Ma per sognare davvero, convincere non è più un’opzione: è una necessità.