Non serve più nascondersi: il Monza può e vuole andare in Serie A
Non possono che fioccare i complimenti per il Monza e per il percorso che sta facendo fin qui. Secondo posto quasi consolidato, vittoria netta per 3-0 contro il Palermo, una delle grandi favorite per il passaggio diretto in Serie A. Sono dei piccoli segnali che avvicinano la squadra di Bianco al sogno, che ormai non può più essere un segreto. I biancorossi hanno uno degli attacchi più completi dell'intera Serie B: Petagna, Cutrone, Ciurria, Mota, Colpani, Azzi e il suo motore sulla fascia. La qualità c'è ed è abbondante per quello che è il terzo attacco migliore del campionato e un delle difese più solide con solo 25 gol subiti. Ma non è solo questo il punto: il Monza ha un'identità di gioco precisa, non teme nessuno e anche dopo una sconfitta mentalmente pesante come quella di La Spezia è riuscito a reagire. C'è serenità, tranquillità e consapevolezza dei propri mezzi.
Adesso c'è un impegno da non sottovalutare come la Reggiana, ma arrivati a questo punto del campionato è chiaro che Bianco ha trasmesso diversi valori ai suoi ragazzi. Prima di tutto lo spirito di sacrificio, la capacità di stare compatti in campo e quella di tenere la testa bassa e continuare a lavorare a Monzello, perché manca ancora qualche passo per poter parlare di nuovo di Serie A. Forse a inizio anno pochi sin sarebbero aspettati (compreso il sottoscritto) che ci saremmo trovati a metà marzo a voler tornare nella massima categoria, dopo la disastrosa retrocessione a cui abbiamo assistito l'anno scorso. La certezza invece è che il Monza non solo gioca bene, non solo è bello da guardare ma ha avuto un progetto fin da subito con l'intenzione di risalire. Ed ora, quasi alla vigilia di una delle partite più importanti della stagione contro Giovanni Stroppa, mitico per aver portato i biancorossi per la prima volta in Serie A dopo 110 anni di storia, credo si possa dire: il Monza merita di salire ha tutte le carte per farlo e far sognare i suoi tifosi.