Samuele Vignato: "Ho scelto Monza tra le big italiane, Palladino un grande allenatore"
Samuele Vignato, ex trequartista biancorosso, ha rilasciato un'intervista esclusiva a Gianluca Di Marzio per il suo sito gianlucadimarzio.com.
Durante l'intervista Vignato ha parlato un po' del suo passato, dall'approdo al Monza di Berlusconi fino ai suoi giorni correnti in Croazia con il Rjeka, vediamo le sue parole.
“Le big mi volevano per la Primavera, io mi sentivo pronto per il calcio dei grandi e Monza era l’ambiente ideale. Non ho saputo resistere alla corte di Galliani: sa quello che vuole e arriva subito al punto, è un fuoriclasse. L’adattamento non è stato facile: il modulo di Stroppa era il 3-5-2 e io ho giocato solo cinque partite, fuori ruolo da mezzala. In Serie A, Palladino mi ha dato fiducia: il suo 3-4-2-1 era ideale per me, ma avevo davanti altri fantasisti di enorme qualità come Pessina e Colpani”.
E su Palladino:
“Era già un allenatore molto bravo nonostante fosse alla prima esperienza coi grandi. Lo percepivamo come uno di noi, un calciatore che allena. Il suo modulo ci faceva divertire e vincere. E ricordo un’altra grande qualità: si confrontava spesso con noi, teneva molto a sapere la nostra, a ricevere feedback e idee dai giocatori”
Su Berlusconi invece Vignato parla così:
“Il presidente era il numero uno, ci dava enormi attenzioni nonostante i mille impegni. Vi faccio un esempio: quando ho preso il Covid, mi ha chiamato personalmente per sapere come stessi. Al primo squillo ho letto ‘numero sconosciuto’ e non ho risposto. Ha richiamato, ho risposto e con sorpresa dall’altra parte c’era Berlusconi. Non me l’aspettavo, aveva una cura del dettaglio impressionante”.
L'ultimo anno fu quello della retrocessione:
“Un anno complicato. Eravamo abituati ad arrivare al campo col sorriso, poi non è stato più possibile, nonostante la grande simpatia di Nesta. Venivamo dalla scomparsa del presidente, che ha generato problemi societari. Mi tengo come cosa positiva l’anno in più di esperienza in Serie A, con 17 presenze. Sono migliorato, ma è stato un anno complicato. La Serie A ti mangia: ha un’intensità simile alla B ma con un tasso enorme di qualità."
Come ha lasciato i compagni?
"Sono ancora molto legato al Monza per ciò che mi ha dato e ai miei ex compagni. Tra l’altro faccio ancora il fantacalcio con loro: sono terzo, primo c’è Colpani con una squadra imbarazzante”