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L’importanza morale del rientro di capitan Matteo Pessina

di Roberto Sabatino

Sono passati tre mesi dalla sua ultima apparizione in campo, era il 10 novembre 2024 in Monza-Lazio 0-1: da allora cominció il calvario fisico di Matteo Pessina, che però da Torino (la prima delle tante gare saltate, proprio in Piemonte) al Torino (tornato nella lista convocati di mister Nesta) rivede un po' di luce.

Il capitano biancorosso, solo undici presenze fin qui quest'anno, non sarà ancora al massimo della condizione fisica ma solo la sua presenza in panchina è un apporto molto importante al gruppo. Lui, campione d'Europa con l'Italia del ct Mancini nel 2021, che nel pieno della sua carriera ha accettato di tornare a Monza con la fascia al braccio lasciando una squadra top come l'Atalanta, può essere importante anche part time.

Pessina avrebbe voluto senz'altro esserci stato in campo durante questi mesi, in cui non ha potuto aiutare neanche il tecnico Salvatore Bocchetti nel suo breve interregno di sette partite. Con le speranze salvezza ridotte ad un lumicino, ci si affida al capitano quantomeno per chiudere con dignità una stagione balorda.


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