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Bedin: "C'è grande soddisfazione per le convocazioni di tanti giocatori di Serie B in Nazionale. La formula dei Playoff va mantenuta"

di Vincenzo Acquaviva

Paolo Bedin, Presidente della Lega Serie B, in un'intervista a Radio Anch'io sport, ha parlato di Nazionale, di presidenza della Figc e del campionato di Serie B appena concluso, con un commento sul format attuale dei Playoff.

Queste le sue parole a proposito delle convocazione in Nazionale:

"C’è grande soddisfazione per un fatto storico, quello delle convocazioni di tanti giocatori di B in Nazionale, motivo di riconoscimento del ruolo del campionato e anche di incoraggiamento per spronarci ulteriormente nel dare fiducia e spazio a questi ragazzi. Il nostro è un torneo che conferma la sua caratteristica di equilibrio e incertezza, forse quest’anno anche di più dal momento che era dal 1977 che contemporaneamente alla penultima giornata non avevamo nessuna promossa ma nemmeno nessuna retrocessa".

Ha poi continuato con il discorso riguardo il format attuale dei Playoff di Serie B:

"Cambi nel format dei playoff? Hanno regalato spettacolo, complimenti ai vincitori ma anche al Catanzaro che ha disputato un playoff straordinario e tenuto vivo il risultato fino all’ultimo. La formula va mantenuta, con alcune riflessioni sul tema dei punti di distacco, ma è giusto premiare chi nella regular season ha fatto più punti".

Infine ha concluso con una riflessione sulle elezioni del prossimo presidente federale:

"Noi assieme ad altre componenti abbiamo espresso un orientamento ma, aldilà di chi sarà il presidente, dovremo essere in grado dal giorno dopo di poter lavorare all’interno del Consiglio federale per dare risposte ai problemi del nostro calcio. Quali? La valorizzazione dei giovani dal punto di vista tecnico, con meccanismi premiali per permettere a questi giocatori di fare esperienza di alto livello; la sostenibilità economico-finanziaria, perché le società devono liberare risorse per gli investimenti sugli asset strategici che sono il vivaio, le infrastrutture e la qualità del management e, terzo e ultimo, una riflessione sulla riforma dei campionati per dare sostenibilità e maggiori certezze al sistema. Non è un tema di numero di squadre, sarebbe troppo semplicistico, ma di sostenibilità e di filiera. Ognuno deve avere una propria funzione, la B e la C hanno quella della valorizzazione del talento, la A di prodotto di vertice. Dobbiamo definire i ruoli che ogni categoria deve ricoprire all’interno di un sistema piramidale e capire, con le risorse a disposizione, come organizzare i rispettivi format".


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