Obiang: "Riprovare a tornare in Serie A mi carica. Bianco una persona perbene"
In un'intervista rilasciata al Podcast "Espresso Cadetto", media che tratta a 360 gradi il campionato di B, Pedro Obiang ha rilasciato alcune dichiarazioni sul suo periodo a Monza, vediamo le sue parole:
Ci ha colpito la sua esultanza da arciere dopo il gol contro il Bari, ce la puoi spiegare?
"È un'esultanza che simboleggia una freccia che mando ai miei familiari, che mi vedono o dallo stadio o da lontano, ma che sono stati sempre con me nel mio percorso"
Tu hai molta esperienza, hai già affrontato due promozioni, cosa serve ora nel finale di stagione per centrare l'obbiettivo?
Non è semplice, ogni promozione è diversa, col Sassuolo abbiamo dominato mentre con la Samp siamo saliti solo tramite play-off. Ora dipende tutto da noi, se continuiamo ad essere il Monza potremmo essere vicini all'obbiettivo"
Cosa ti ha spinto a ripartire dalla B e in biancorosso?
La scelta non è stata facile, il mio tempo a Sassuolo era finito. Ho un amico che lavora nel Monza e mi ha sempre detto delle cose belle che stanno facendo in questa società, appena mi sono liberato la vecchia proprietà mi ha contattato e mi ha fatto conoscere il progetto, poter riprovare a tornare in Serie A mi caricava.
Il Monza sta dimostrando che dopo una brutta retrocessione si può reagire, da cosa si riparte?
E' una grande sfida per tutte le società, non è mai bello retrocedere, ma per un altro punto di vista è anche invitante. Abbiamo recuperato un po' di energie, bisognava convincere tanti giocatori a venire. C'è stato anche un cambio di società, le due compagini hanno collaborato per costruire una squadra competitiva, una volta chiuso il cambio di proprietà la macchina è iniziata ad andare. Adesso siamo in un punto in cui la tifoseria si carica, mentre noi siamo un po' tirati come tutti.
Tu hai sconfitto la miocardite, cosa ti ha lasciato quel periodo?
Ho vissuto tante cose. Devo ringraziare il Sassuolo e la famiglia Squinzi. Ho ricominciato a vedere la vita, a vedere ogni giorno come unico. Prima di essere un calciatore sono uomo e non sono nulla di speciale, lo erano i medici che ho visto in ospedale. Anche la mia famiglia è stata fondamentale e me ne sono reso conto.
Che tipo di allenatore è Bianco? Ti ricorda qualcuno?
Ho avuto tanti allenatori bravi. Bianco è una persone per bene, acculturata, spesso ci fa dei discorsi troppo alti e ci dà degli ignoranti quando non capiamo (ride, ndr). Sta cercando di crescere come allenatore anche per il suo futuro, non lo paragonerei a nessuno e gli auguro una carriera avvincente.
Tu hai un hobby particolare, la viticoltura, come è nata?
Sempre nel periodo in cui sono stato fuori per un po'. Qualcuno me lo aveva accennato, cercavamo un ambiente giovane per sfidare gli imprenditori più esperti e ottusi. Alla fine lo facciamo per divertirci.
Tu hai un passato spagnolo, pensi che la Roja sia la favorita per il prossimo mondiale?
Io tiferei sempre la Spagna, come l'Italia se si fosse qualificata. Non saprei dire un risultato secco, ci sono Germania, Francia o altre. Speriamo vinca il migliore e il bel calcio.