Come è noto da qualche giorno, sarà Federico La Penna di Roma 1 a dirigere Monza-Roma, gara della settima giornata di Serie A 2024-25, in programma domenica 6 ottobre alle 18.00 all'U-Power Stadium. Senza mettere in dubbio la professionalità e la competenza del direttore di gara, è lecito farsi questa domanda: è giusto che Di Penna, originario proprio della Capitale, arbitri la partita di Monza-Roma? Facciamo prima un passo indietro ad agosto 2023.
Cade il vincolo di territorialità arbitrale: 23 agosto 2023
A partire dalla 2° giornata di campionato della stagione 2023/24, non esiste più il vincolo territoriale per le designazioni degli arbitri della Serie A. Da tempo, infatti, la Commissione Arbitri Nazionale dell’Aia aveva intenzione di compiere un passo in avanti eliminando il concetto di territorialità per le designazioni. A dirigere Verona-Roma infatti fu Daniele Doveri, appartenente alla sezione di Roma, una novità assoluta per il nostro calcio. Anche se a voler essere precisi, Doveri (classe 1977) è originario di Volterra, in provincia di Pisa, e solo successivamente si è trasferito a Roma, entrando in una delle due sezioni arbitrali. Fino alla settimana prima, infatti, questa designazione sarebbe stata impossibile, dato che nessun arbitro avrebbe potuto dirigere una partita della squadra della sua città.
E proprio il direttore di gara qualche giorno prima di questa decisione storica aveva mostrato entusiasmo per la rimozione del vincolo della provenienza: "Sarei contento e soprattutto sarebbe un passo avanti dal punto di vista culturale per tutto il movimento calcistico, riconoscerebbe il merito alla professionalità degli arbitri che è molto elevata e che nel 2023 non si può misurare con la residenza" (Fonte: Fanpage).
Anche l’ex designatore Rocchi, nel corso di un'intervista alla Gazzetta dello Sport di due mesi prima, aveva aperto alla novità in vista della stagione appena cominciata, prendendo ad esempio la prestazione di Irrati (sezione di Firenze) nella finale di Coppa Italia Fiorentina-Inter: "Certe barriere sono superate da anni, per noi non ci sono problemi, per il futuro l’abbattimento della territorialità è una cosa sulla quale si lavorerà, anche se poi bisogna tener conto della serenità degli arbitri. Per noi conta la qualità, non la città in cui sei nato: Irrati è nato a Firenze e ha diretto bene la finale di Coppa Italia".
Cultura provinciale oppure occasione per polemiche?
Qualcuno già storce il naso e pensa ad uno scenario di possibili polemiche post-partita. Serviva proprio questa svolta? Cosa succederà al primo rigore dubbio dato al Napoli da un fischietto partenopeo? Un arbitro torinese può davvero uscire dal campo senza polemiche dopo aver arbitrato la Juventus? Alcuni sostengono che il problema sarebbe la cultura provinciale del Belpaese, più che la scelta di eliminare il vincolo di territorialità. Non è certo colpa dell’abrogazione del vincolo se in Italia si preferisce parlare per ore, specie nei salotti televisivi, di un rigore negato piuttosto che di un colpo tecnico da manuale.
Io credo, come Rocchi e Doveri, che la caduta del vincolo rappresenti una svolta importante nella storia del calcio italiano. Questo è innegabile. Mi trovo in disaccordo sul fatto che “la professionalità non si possa misurare dalla provenienza”. Chiaramente, come ho detto anche all’inizio, non si può misurare il valore e la competenza di un arbitro soltanto da quello. Bisogna però tenere conto anche di quello che è l’atteggiamento e le possibili influenze da parte delle squadre in campo sull’arbitro. Si prenda l’episodio molto controverso a danno del Monza, in Monza-Inter diretto da Pairetto di Nichelino (TO). Se l’arbitro fosse stato originario di Milano, cosa sarebbe successo? Sarebbero venute fuori polemiche e contestazioni. È molto difficile che un arbitro originario di una provincia riesca ad essere completamente neutrale quando deve arbitrare una squadra del suo territorio. Che poi la provenienza sia relativa rispetto alla condotta arbitrale nel corso della gara è una cosa, ma la provenienza rimane un elemento importante per limitare qualsiasi episodio dubbio.
Quindi, per rispondere, è più che giusto che La Penna arbitri Monza-Roma, pur tenendo conto che il rischio di non essere completamente neutrali c’è.
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