Per una partita speciale come Monza-Milan nel cuore dei tifosi e non solo (primo tra tutti l'AD Galliani), TuttoMonza ha deciso di intervistare il direttore di MilanNews, Antonio Vitiello, facendogli qualche domanda sulla gara di stasera, su mister Nesta e la situazione del Monza in questo momento. Come sempre, di seguito le domande sono segnate in grassetto e sotto sono riportate le relative risposte. Ringraziamo il direttore per la sua disponibilità.
Quella di stasera è una partita importante dal punto di vista della classifica di entrambe le squadre, per motivi diversi. Secondo lei dove si giocherà maggiormente la gara? A centrocampo o sulle fasce? C’è qualcuno che teme di più del Monza in questo momento, a parte il grande ex della gara, Daniel Maldini?
"La partita potrebbe giocarsi sulle fasce. Il Milan recupera un giocatore fondamentale come Theo Hernandez e conosciamo quanto sia decisiva la sua spinta. Sulla fascia destra con Chukwueze e Pulisic (che parte comunque da un posizione più centrale) possono esserci dei pericoli. Per il Monza, il più temibile è sicuramente Dany Mota, che con la sua velocità e tecnica può mettere in difficoltà la difesa del Milan, che in questo momento sta subendo tanti gol. Ovviamente i riflettori sono su Daniel Maldini, che al Milan aveva già segnato e sarà sicuramente forte oggetto di attenzioni stasera."
L’assenza di Leao dal primo minuto per la terza volta consecutiva lascia perplessi. Quanto potrà incidere sulla partita di stasera e quale può essere il motivo dell’esclusione? Quanto perde, in generale il Milan senza il riferimento del suo numero 10?
"È un caso, si può parlare tranquillamente di caso Leao, perché è reale. Fonseca e Leao non hanno grandi rapporti e devono provare a risolvere. È un momento complicato per l’attaccante, fare fuori un giocatore così decisivo nel Milan vuol dire che il rapporto non è decollato. Può entrare comunque nel secondo tempo e provare a segnare."
Che cosa le trasmette rivedere Nesta sulla panchina del Monza? Una leggenda del Milan in un club in cui Berlusconi ha lasciato la sua impronta e che ora fa parte della storia di due club uniti dalla figura del Cavaliere.
"Nesta è l’esempio dell’eleganza in difesa. è stato un giocatore eccezionale, ha vinto tanto. Vederlo sulla panchina del Monza fa piacere, però chiaro che ora bisogna vedere i risultati, sia da parte del Milan che del Monza. Col tempo secondo me potrebbe far bene, non sta vivendo un periodo di avvio semplice col Monza, ma alla lunga la gavetta saprà aiutarlo."
Com’è percepito l'allenatore portoghese nell’ambiente Milan? Per citare le parole di Donadoni in questi giorni, “per assimilare il calcio di Fonseca ci vuole pazienza”. Io mi trovo molto d’accordo. Secondo lei bisogna saperlo aspettare? Cosa può servire al Milan, anche a partire da questa sera, per dare una svolta alla stagione?
"Al Milan non c’è tempo. Se ti trovi a 11 punti dalla vetta a inizio novembre alleni una big, c’è un problema. Puoi aspettare in altre piazze ma non al Milan. Se ne perdi due o ne pareggi anche una sola, ti massacrano. Capisco che si vuole fare un nuovo gioco e portare una nuova filosofia di calcio, però i risultati in piazze come questa sono la priorità e adesso non stanno arrivando. Dopo dodici partite ne hai perse quasi la metà tra campionato e coppe, sono numeri che fanno riflettere."
Il Monza non vince in casa, alterna partite dove gioca delle ottime gare a delle prestazioni in cui fa più fatica. Secondo lei perché è così? Quanto sono stati condizionati i biancorossi dalla prima parte di calendario?
"Il calendario ha condizionato l’andamento del Monza. Noto una squadra con meno qualità rispetto ad altri anni, deve fare punti contro le avversarie dirette per non retrocedere. Sarà più complicato e sia Nesta che la società dovranno provare a fare più punti possibili. A livello qualitativo, quest’anno il Monza rischia di più rispetto agli altri anni.”
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