Per la partita di domenica, speciale nel cuore del nostro mister per quello che è stato il suo passato calcistico, TuttoMonza ha pensato di fare qualche domanda a Daniele Rocca, caporedattore di La Lazio Siamo Noi. Come sempre, le domande sono in grassetto e sotto è indicata la risposta. Ringraziamo Daniele per la sua disponibilità a fare questa piccola intervista.
1) Che partita ti aspetti domenica? Ovviamente vedendo anche il risultato positivo contro il Porto ieri sera.
"Domenica partita difficilissima perché gli ultimi due risultati del Monza sono bugiardi. Nesta è riuscito a entrare nelle teste dei giocatori e la squadra sembra rigenerata rispetto alle scorse partite. Il Monza è diverso nell’approccio e mi piace molto il lavoro che ha fatto Nesta. La Lazio arriva con grande voglia e con la consapevolezza che può agganciare il terzo posto, anche se Baroni non vuol sentire parlare di punti per adesso. Sarebbe una buona indicazione per il mese di dicembre, dato che poi la Lazio avrà diversi scontri diretti.
La vittoria col Porto dà entusiasmo e non farà sentire la fatica alla Lazio, che comunque ha pagato anche un po' a livello di rendimento i tanti impegni ravvicinati. Questo nonostante Baroni abbia fatto un buon turnover. La squadra ha vinto una partita storica, perché non aveva mai battuto il Porto nei quattro precedenti. Sarà un'iniezione di fiducia gigantesca anche per chi non ha giocato e tornerà titolare contro il Monza."
Chi è il riferimento offensivo della Lazio? Tra Dia che è in forma, Castellanos che è determinante e Zaccagni che, solo nella scorsa partita, entra e segna un rigore importante.
"Ti faccio il nome di Dia. Non è partito titolare col Porto perché spende tante energie in una posizione dove non è abituato a giocare. Lui è un giocatore intelligente e quando deve colpire non manca mai il bersaglio. Ha dato un contributo eccezionale considerando che era mai stato impiegato in quel ruolo, sembra cucito alla perfezione per lui. Questo anche grazie alle caratteristiche di Castellanos che lega bene il gioco e fa giocare tutta la squadra. Difficile non accostare questi due nomi. Su Zaccagni giusto spendere due parole: ha avuto un attacco gastro-intestinale negli ultimi dieci giorni, ma appena entrato nelle ultime partite ha avito la responsabilità di mettere la vittoria sul dischetto. Non è banale. Soprattutto in una partita che si era complicata molto per la Lazio."
Una sfida che chiama in causa ovviamente il passato di Nesta. Che rapporti hai col difensore e secondo te come vivrà questa partita, sicuramente speciale per il mister?
"Non so spiegarlo. Ho 35 anni, per me Nesta è tutta la mia infanzia, ho iniziato con Signori ma l'amore per Nesta non ce l'ho per nessun altro giocatore della Lazio. Quando è andato via è stato uno dei dolori più grandi provati nella mia vita perché poi l'ultimo giorno di mercato sembrava scampato il pericolo e poi è arrivato il fulmine che ha cambiato la storia della Lazio. Da cronista l'ho seguito in tutte le squadre dove ha fatto la presentazione, a cominciare da Perugia. Per me è un santo, Nesta è la Lazio. C'è una prima e dopo Nesta nella storia dei Biancocelesti.
"Per lui sarà una partita incredibile, visto il rapporto viscerale che ha il tutta la sua famiglia il rapporto con la Lazio, anche fratello e il nipote sono legatissimi. Sarà un tuffo nel passato col sorriso stampato sulla bocca."
Il Monza è forte nei duelli aerei con Djuric e nel recuperare palloni (Marì è ottavo in Serie A con 29 palloni rubati). Quanto incideranno questi fattori nella gara di domenica? C'è anche qualcuno da tenere d'occhio in particolare?
"Le situazioni da palla inattiva sono sempre difficili da leggere. La Lazio ha sempre sofferto sotto quel punto di vista, anche se in questa stagione ha subito meno. Djuric è un saltatore incredibile e credo che assisteremo a una bella sfida con Romagnoli."
"Per me si dovrà tenere d'occhio Dany Mota. Il portoghese è un calciatore sottovalutato e che guardo sempre con piacere, al di là di alcune volte che stecca e che non è continuo, la critica che gli portano di più. Per me ha una qualità diversa da tutti gli altri e mi piace tanto. Daniel Maldini è sicuramente un altro nome. Onestamente non mi aspettavo potesse arrivare a questo livello in così poco tempo, se continua così se ne parlerà ad alti livelli. Si è meritato la chiamata in nazionale. Non è facile arrivare a Monza con un cognome così e con la continuità che ha messo nelle partite."
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